I follower sui social li vede l’algoritmo; gli iscritti alla newsletter li raggiungi tu, quando vuoi. Per una PMI è uno dei pochi canali che restano davvero suoi, e per partire basta un piano gratuito e un’ora alla settimana.
Qui ti spiego cosa decidere prima di iniziare, quale strumento usare, come raccogliere i primi iscritti in regola con la privacy e cosa scrivere nella prima email.
Prima di aprire un account: cosa e ogni quanto
La domanda da farsi non è «cosa voglio vendere» ma «cosa è utile a chi mi legge». Un idraulico può spiegare come evitare i guasti d’inverno; un negozio di vini può raccontare le bottiglie del mese e con cosa abbinarle. Scegli un tema che conosci bene e che interessa ai tuoi clienti.
Poi scegli una frequenza che riesci a mantenere. Una newsletter al mese che esce sempre vale più di una alla settimana che si ferma dopo tre numeri. Scrivi la promessa in una riga, la userai anche nel modulo di iscrizione: per esempio «Una email al mese con un consiglio pratico per la tua casa».
Scegli uno strumento gratuito
Per iniziare non serve pagare. I servizi di email marketing più diffusi hanno un piano gratuito che basta per i primi mesi. Due esempi, con i limiti dichiarati sui loro siti a novembre 2026:
- Brevo: piano gratuito senza carta di credito, con invio fino a 300 email al giorno una volta che l’account è approvato.
- MailerLite: gratuito fino a 250 iscritti e 2.500 email al mese, con moduli di iscrizione, qualche automazione e una landing page.
Nei piani gratuiti le email portano il logo o una riga del servizio a piè di pagina: per partire non è un problema. Contano di più tre cose: che lo strumento abbia i moduli di iscrizione, la doppia conferma e la disiscrizione automatica in ogni email.
Consiglio: Prezzi e limiti dei piani gratuiti cambiano spesso. Prima di scegliere, controlla la pagina dei prezzi del servizio e verifica quanti iscritti e quante email al mese ti permette.
Non usare la tua casella di posta normale con decine di indirizzi in copia: rischi di finire nello spam, mostri gli indirizzi di tutti e non hai un modo semplice per far disiscrivere le persone.
Il consenso: le regole da rispettare
In Italia per mandare email promozionali serve il consenso della persona, secondo il GDPR e il Codice privacy. In pratica:
- Casella non preselezionata: chi si iscrive deve spuntarla da sé, accanto a un link all’informativa privacy.
- Doppia conferma (double opt-in): dopo l’iscrizione arriva un’email con un link da cliccare. Così sei sicuro che l’indirizzo sia vero e hai la prova che la persona ha dato il consenso. Tutti gli strumenti citati sopra la offrono.
- Disiscrizione in un clic in fondo a ogni email.
- Niente liste comprate o copiate dalla rubrica, dai biglietti da visita o dai gruppi WhatsApp.
C’è un’eccezione per chi è già tuo cliente: se ti ha lasciato l’email durante un acquisto, puoi scrivergli per prodotti o servizi simili a quelli che ha comprato, purché sia stato informato e possa rifiutare in ogni momento. Nel dubbio, chiedi il consenso: è più semplice e più pulito.
Consiglio: Questa guida dà indicazioni generali e non è una consulenza legale. Per casi particolari, come liste vecchie o dati raccolti in fiera, chiedi a un consulente privacy.
I primi iscritti, senza pubblicità
I primi iscritti arrivano da chi ti conosce già. Metti il modulo, o il link alla pagina di iscrizione, nei posti dove i clienti ti incontrano:
- sul sito, in fondo alle pagine e negli articoli;
- nella firma delle tue email;
- nella bio dei profili social e in un post fissato in alto;
- in negozio o in ufficio, con un codice QR sul bancone o sullo scontrino;
- a voce, quando chiudi un lavoro: «Ogni mese mando un consiglio utile, vuoi riceverlo?».
Spiega sempre cosa riceveranno e ogni quanto, usando la promessa che hai scritto all’inizio. Le persone si iscrivono a una cosa utile, non a una «newsletter».
La prima newsletter
Tienila semplice. Una struttura che funziona:
- Mittente: il tuo nome e quello dell’attività, per esempio «Marco di Idraulica Rossi». Le persone aprono le email delle persone.
- Oggetto: dice cosa c’è dentro, in poche parole. Niente punti esclamativi o maiuscole per attirare l’attenzione.
- Un solo argomento: un consiglio, una novità o una storia, in poche righe.
- Una sola azione: rispondere all’email, prenotare, leggere un articolo sul sito. Una, non cinque.
Non serve una grafica elaborata: un testo pulito con un’immagine al massimo si legge bene anche dal telefono. Prima di inviarla, mandala a te stesso e controllala sul computer e sullo smartphone.
Cosa misurare
Dopo ogni invio guarda tre numeri:
- Clic: quante persone hanno cliccato un link. È il segnale più affidabile.
- Risposte: chi ti scrive è il lettore più interessato, rispondi sempre.
- Disiscrizioni: qualcuna è normale. Se dopo un invio sono molte più del solito, chiediti cosa non ha funzionato.
Il tasso di apertura è meno preciso di quanto sembri: alcuni programmi di posta, come Apple Mail, aprono le email in automatico per proteggere la privacy, e gonfiano il dato. Usalo per confrontare un invio con l’altro, non come numero assoluto.
La checklist
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